Centro specializzato in andrologia, chirurgia andrologica, chirurgia plastico andrologica. MENU
 
ELENCO Specializzazioni
Specializzazioni

COS'È L'IMPOTENZA

IMPOTENZA - DISFUNZIONE ERETTILE

Anche se oggi più comuneente si parla di disfunzione erettile (D.E.) l’impotenza è l’impossibilità di raggiungere o mantenere un’erezione del pene sufficientemente rigida da permettere un rapporto sessuale normale e soddisfacente non solo per il singolo individuo ma per la coppia. Soltanto in questo caso si può parlare di impotenza: non bisogna confonderla con problemi sessuali di altro genere: per esempio con DIMINUZIONE DELLA LIBIDO:o del desiderio,Gli uomini che riferiscono una attenuazione dell'impulso sessuale o libido non è assolutamente detto che abbiano una disfunzione erettile,anche se a volte puo' coesistere.Una delle cause più ricorrenti del deficit della libido è un deficit ormonale androgeno del testosterone, o una abnorme produzione di un ormone ipofisario la prolattina (il deficit androgeno è spesso secondario all'età:andropausa),o  a psico-depressione,che dopo esecuzione di precipui dosaggi ormonali e/o valutazione psico-sessuologica vanno rispettivamente trattati con terapia ormonale sostitutiva o con psicoterapia comportamentale. Episodi di disfunzione erettile possono capitare (e capitano), a volte, a qualunque uomo sano, per motivi occasionali. Le disfunzioni erettili, intese come malattia, non sono rare: tra gli uomini che hanno passato i 50 anni ne soffre uno su tre. Tra i diabetici, cardiopatici (post-infarto miocardico), gli ipertesi arteriosi, i fumatori e gli etilisti cronici uno su due. In Italia ci sono almeno 3 - 4 milioni di uomini che soffrono di disfunzione erettile totale o parziale, nel mondo ne sono colpiti almeno 150 milioni. Il 50% dei maschi adulti e/o anziani soffre di qualche disturbo della sessualità. Chi sospetta di avere problemi di questo genere non deve spaventarsi: è una disfunzione che non ha più niente di misterioso. Anzi, oggi può essere studiata, prevenuta e curata ma solo dallo specialista andrologo meglio di tante altre e non ci sono quasi più casi intrattabili, se c'è da parte del paziente una vera motivazione a curarsi.
Rinunciare a risolvere questo problema crea frustrazione non solo in chi ne è affetto, ma anche nella partner e porta ad un grave deterioramento della vita di coppia che in ultima analisi, se non curata, conduce a demotivazione sessuale, rassegnazione e depressione. Purtroppo per tabù, pudore, paure e pregiudizi  ed ignoranza nell'ambito andrologico-sessuologico, solo il 10% degli uomini ricorre allo specialista andrologo per risolverlo, e spesso se non ha una partner che lo motiva adeguatamente, rinuncia e si "adatta" alla sua disfunzione erettile e/o addirittura all'impotenza, o adirittura si seglie da solo una terapia o meglio una pseudo-terapia, che non avendo nessuna base scientifica è destinata ad essere inefficace e/o nociva non solo al proprio appareto genitale, ma all'organismo in Toto, infatti a volte comporta rischi per la vita (ad esempio l'assunzione del Viagra da parte di pazienti cardiopatici in terapia con Nitro derivati :Nitroglicerina o l'assunzione di anabolizzanti in pazienti affetti da Cancro delle prostata al paziente spessissimo misconosciuto!).

Quando bisogna rivolgersi allo specialista andrologo?

Bisogna sospettare una reale disfunzione erettile- l’impotenza  quando gli episodi di "fallimento", cioè di mancata o insufficiente erezione, sono continui e durano da alcuni mesi. E lo stesso quando non si riscontrano più erezioni  involontarie mattutine valide (appena svegli), o notturne. In questi casi è legittimo pensare che i fallimenti non siano più dovuti alla situazione (fisica o psichica) disagevole, ma a qualcosa di più concreto. A quel punto non bisogna lasciarsi inibire da vergogne ed imbarazzo, perché la situazione non può migliorare da sola. Molto meglio, anzi necessario, rivolgersi ad uno specialista andrologo qualificato per accertare se si tratti davvero di disfunzione erettiva e, nel caso, di quale tipo. Si potrebbe scoprire che si è trattato solo di un episodio negativo, amplificato poi da turbe psicologiche e psicosessuologiche. Se così non fosse, si chiarisce esattamente l’entità del problema, il che permette di affrontare organicamente tale disfunzione e di curarne le cause, valutando sempre anche da parte dello psicosessuologo che collabora con l'andrologo il "vissuto" del problema del paziente.La disfunzione erettile non va confusa con attenuazione della libido.

Cos’è l’erezione?

L’erezione è il fenomeno complesso per cui il pene, in seguito a stimolazioni nervose erotiche (fantasie, vista tatto e altro), aumenta di dimensioni, si inturgidisce e si irrigidisce. Queste modificazioni gli permettono di espletare l’atto sessuale.I momenti peculiari dell’erezione sono tre: stimolo nervoso, dilatazione arteriosa, compressione e chiusura delle vene con blocco del deflusso di sangue dai corpi cavernosi del pene.
Quello dell’erezione è un meccanismo neuro-emodinamico; in parole povere, un meccanismo idraulico che usa come fluido il sangue. Spieghiamoci meglio: nel pene corrono, per tutta la sua lunghezza, due strutture paragonabili a spugne, chiamate corpi cavernosi, (tra le quali, al centro, si trova un canale, l’uretra, che porta all’esterno l’urina ed il liquido seminale). Nei corpi cavernosi entra il sangue arterioso, ad una certa pressione. Normalmente li attraversa e defluisce dalle vene. Quando giunge l’ordine (nervoso) dell’erezione , viene liberato un mediatore chimico: il Nitrossido .Questo andando in circolo arriva al pene e provoca sia un a vasodilatazione delle arterie cavernose e quindi un aumento del flusso arterioso penieno,sia un mio-rilassamento della muscolatura liscia dei corpi cavernosi che si riempiono ancor più di sangue.  Nel contempo, le vene  all’uscita dei corpi cavernosi(normalmente aperte e dilatate quando il pene è in stato di flaccidità-riposo), vengono compresse e si chiudono e lasciano uscire solo una minima parte di sangue; il resto rimane intrappolato nei corpi cavernosi. Questi, grazie ad un’adeguata pressione sanguigna (arteriosa) si gonfiano fino alla loro estensione massima. Di conseguenza tutto il pene aumenta di dimensioni e si irrigidisce. L’erezione così raggiunta può protrarsi a lungo e solitamente cessa dopo l’eiaculazione e l’orgasmo: allora le vene si riaprono, il sangue comincia a defluire ed i corpi cavernosi si "sgonfiano" e si rilassano. Gli stimoli nervosi destinati al pene originano da due centri distinti del midollo spinale:il primo a livello T-12 L-1, il secondo a livello S-2 S-4.Entrambi i centri fanno parte del sistema nervoso autonomo simpatico e parasimpatico.Il centro simpatico (T-12 L-1) invia ai genitali stimoli che vengono attivati da sensazioni visive, gustative, olfattive, uditive o di fantasia; pertanto è responsabile della cosiddetta erezione psicogena (immagini o pensieri a contenuto erotico determinano tale tipo di erezione).Il centro parasimpatico (S-2 S-4) invece invia stimoli ricevuti direttamente dai recettori tattili presenti sui genitali esterni regolando pertanto la cosiddetta erezione riflessa.Nel soggetto normale (normalmente potente sessualmente) entrambi i tipi di risposta si integrano e si amplificano a vicenda e pertanto appare evidente che seppur in una condizione di normale vascolarizzazione, qualora vi siano malattie che alterano la conduzione nervosa destinata o proveniente da tali centri, non si potrà ottenere una erezione normale.Le malattie neurologiche sono causa di Impotenza in circa il 10-20 % dei casi e le più frequenti tra tali affezioni sono:

  1. tumori cerebrali; principalmente a carico del lobo frontale e parietale
  2. lesioni del midollo spinale; con percentuale di gravità variabile a seconda della localizzazione e della completezza della lesione
  3. neuropatie periferiche; tra cui ricordiamo la sclerosi multipla, la neuropatia alcolica.
  4. Diabete e neuropatia diabetica
  5. esiti di chirurgia radicale pelvica; principalmente cistectomie e prostatectomie per cancro rispettivamente della vescica e della prostata e dell'intestino retto

E’ opportuno ricordare che tutte queste forme neurologiche di impotenza, in presenza di una componente vascolare integra, possono essere trattate con successo grazie all’ausilio di micro-auto-iniezioni di farmacoprotesi PgE1 (Prostaglandina E-1), a patto che il paziente e la partner le accetti costantemente.

Nel disegno, ecco il pene in stato di riposo ed in erezione. Il vistoso aumento delle sue dimensioni e la posizione eretta che assume in questa condizione sono dovuti al fatto che l’aumento del flusso del sangue (il cui 'ingresso' è simboleggiato dalla freccia grande) 'gonfia' i corpi cavernosi all'interno.
Questi, trattenendo il sangue, diventano rigidi grazie alla sua pressione, perchè ne lasciano sfuggire pochissimo nelle vene (freccia piccola).

 

 

 

Come avviene bio-chimicamente l’erezione?

L’eccitazione sessuale (l’insieme di stimoli, fantasie, stimoli tattili, uditivi, olfattivi ecc.) mette in circolazione una sostanza, il nitrossido (NO), che è il principale mediatore chimico dell’erezione. Il nitrossido attiva a sua volta il GMP ciclico (guanosin monofosfato) che stimola il rilassamento delle fibre muscolari dei corpi cavernosi del pene e favorisce la vasodilatazione delle arterie del pene.
In stato di flaccidità invece prevale l’attività di un enzima, la fosfodiesterasi 5 che neutralizza il GMP ciclico. In stato di stress, quando una persona è particolarmente tesa e preoccupata o quando c’è uno spiccato stato di ansia della performance sessuale, l’organismo, tramite le ghiandole surrenali, produce in modo abnorme adrenalina che provoca un mancato rilassamento delle fibre muscolari ed una vasocostrizione delle arterie peniene (per cui prevale l’azione dell'enzima fosfodiesterasi 5) e l’erezione diventa difficile o impossibile.

Sezione trasversale del pene: la figura mostra una sezione trasversale schematica del pene che evidenzia i due corpi cavernosi e il corpo spongioso dell'uretra, i principali vasi arteriosi e venosi e le anastomosi vascolari fra i corpi cavernosi e il corpo spongioso del'uretra

A. La figura schematizza la situazione del tessuto erettile del corpo cavernoso in situazione di flaccidità: per lo stato di contrazione delle cellule muscolari lisce, le lacune dei corpi cavernosi sono piccole e il calibro delle arterie cavernose ed elicine è ridotto. Il sangue che arriva defluisce quindi facilmente attraverso il sistema delle vene emissarie e circonflesse. 
B. La figura schematizza il meccanismo dell'erezione: in seguito al rilassamento delle cellule muscolari lisce le lacune dei corpi cavernosi, come anche le arterie cavernose ed elicine, si dilatano e quindi si ha un maggior afflusso di sangue, che riempie le lacune cavernose le cui pareti vanno a comprimere le venule sottostanti l'albuginea stessa. Dato che l'albuginea è spessa e non estensibile, si ha lo schiacciamento delle vene emissarie e il sangue, ostacolato nel suo deflusso, rimane come intrappolato all'interno dei corpi cavernosi. Questo meccanismo (maggiore afflusso di sangue + schiacciamento venoso) determina l'erezione

torna su